Chiesa di San Nazario

Ex monastero Benedettino situato sulla riva sinistra del fiume Melfa, fu costruito alcuni decenni prima dell’anno mille per opera dei monaci di Montecassino. Dopo pochi anni però venne distrutto dai Saraceni e  ne seguì un lungo periodo di abbandono. Nel 1011 iniziò il restaurato per opera dell’abate Atenolfo. Nel 1032 i principi di Capua Pandolfo IV e Pandolfo V durante una visita nei loro possedimenti confermarono a Montecassino l’appartenenza della chiesa autorizzando la costruzione sul Melfa di un vicino mulino ancora oggi esistente. Questa prepositura che aveva possedimenti propri diventò negli anni uno dei maggiori monasteri della valle di Comino tanto che nel 1273 versava nelle casse di Montecassino cinquanta ducati d’oro. Negli ultimi anni del XIV secolo la prepositura di San Nazario raggiunse l’apice della sua vita religiosa e monastica dimostrato dalla gran quantità di terrieri posseduti, dalla ininterrotta successione dei suoi prepositi e dalle numerose chiese e cappelle limitrofe che da essa dipendevano. A guidare la vita monastica di San Nazario fu un susseguirsi di monaci benedettini di Montecassino fino al 1486 quando il clero secolare subentrò a quello regolare monastico. Comunque il monastero di San Nazario resta una delle poche prepositure benedettine della Valle di comino dove la vita monastica si svolse in un ritmo pressoché regolare e costante fino alla fine del XVI secolo. Oggi il monastero di San Nazario è ridotto ad una chiesa privata appartenente alla famiglia Fusco, ben custodita fu restaurata l'ultima volta nel 1980 per opera dei proprietari. Caratteristica è la processione della terza settimana d'agosto quando dalla chiesa di Sant'Agostino, la Madonna del Carmine viene portata a spalle ed in processione fino alla chiesa di San Nazario. Qui viene custodita per una settimana (durante la quale ogni giorno viene celebrata una Messa) per poi essere riportata di nuovo nella chiesa di Sant'Agostino in contrada Macchia.