Parrocchia Santa Maria della Pace e San Barbato Vescovo

La nostra parrocchia è una piccola comunità di circa 600 anime che si trova nella Diocesi di Sora Equino e Pontecorvo nella provincia di Frosinone. In questa parrocchia, il giorno 19 febbraio di ogni anno la nostra comunità parrocchiale festeggia il suo patrono San Barbato Vescovo di Benevento. È una figura che attraverso tanti secoli, grandeggia sempre più, specialmente per avere distrutto la superstizione longobarda, ed aver difeso il popolo contro la tirannia dei principi e dei potenti. Nacque a Castelvenere, nel settimo secolo, graziosa e ridente cittadina, della provincia di Benevento. Fu detto l'apostolo di Benevento per la magnifica opera episcopale spiegata dal 20 marzo 663 a 19 febbraio 683. Otre alla brillante attività di vescovo, il nostro patrono rifulse anche magnificamente nell'estirpare dalla sua città il culto degli alberi votivi o sacri, che, presso i longobardi era tanto in voga. I longobardi infatti, quando invasero l'Italia, appartenevano, come altri popoli della Germania all'eresia ariana e forse portarono con loro il così detto culto degli alberi. Vi appendevano, difatti, la pelle di una bestia, e correndo a cavallo, in posizione inversa, staccavano con la lancia una particella della stessa pelle e la ingoiavano. Adoravano anche la vipera e il simulacro di essa in pubblico o tra le pareti domestiche. Secondo la leggenda San Barbato non solo recise con le stesse sue mani l'albero sacro del noce, ove convenivano i longobardi a celebrare i loro riti, ma infranse perfino la vipera d'oro adorata da Romoaldo, convertendone il prezioso metallo in un calice ed una patena per il divino sacrificio. San Barbato lottò quindi contro tale superstizione e riuscì vittorioso, tanto che tutti i longobardi, dell'eresia ariana passarono al cattolicesimo. L'opera di San Barbato vescovo non si fermò qui, ma la sua azione la svolse a beneficio del popolo, degli umili, sollevandone la prepotenza dei forti e dei potenti. Come già detto in precedenza San Barbato è il patrono della nostra comunità di Casalattico comune della Valle di Comino, una delle zone più belle e incantevoli della provincia di Frosinone, circondata tutto intorno da una serie ininterrotti di monti che gli conferiscono un clima delizioso in tutte le stagioni dell'anno. È posto su un colle all'altezza di 420 metri sul livello del mare, alle propaggini della catena subappeninica della Silara ed ai suoi piedi scorre il fiume Melfa che nasce nella valle di Canneto. La zona non presenta tracce d'abitazione preistoriche e si suppone che vi si stanziarono gli Italici della vicina Atina città di saturno, anteriore della stessa Roma. Il territorio del comune di Casalattico appartenne nell'epoca romana fino alla caduta dell'impero alla famiglia mobilissima Pomponia di Roma che diede tanti uomini illustri alla Repubblica e fu una delle prime ad accettare il cristianesimo. Di essa, meritatamente famoso fu Tito Pomponio Attico, amico intimo di Cicerone, uomo onestissimo che per la sua generosità fu annoverato da Cornelio fra gli uomini più illustri. Tito Pomponio Attico, padrone di queste terre , volle una delle sue tante dimore dpve oggi sorge Montattico, frazione di Casalattico. Nel medioevo, non essendovi documenti speciali dobbiamo ritenere che Montattico e Casalattico seguissero le vicende di Atina, di cui furono sempre ritenuti come una appartenenza al meno un'appendice. È nell'anno 1305 che appare per la prima volta il nome di Casalattico in un documento contenuto nell'archivio della Curia Vescovile di Sora, nel quale viene nominato Dominus Petrus Andrea rettore della chiesa di San Barbato di casale attico. È chiaro che, se vi era la chiesa, il borgo doveva essere sorto molto tempo prima e la tradizione dice che gli abitanti di Montattico, o perché privi di acqua per il loro bestiame o per altre ragioni scesero al Melfa e col tempo cominciarono a costruire casupole sul monte che, a guisa di un muso, sovrasta il detto fiume. L'insieme delle casupole diede luogo al borgo denominato casale attico, trasformato successivamente in Casalattico. Al centro del paese sorge la chiesa parrocchiale dedicata a San Barbato Vescovo, costruita nel 1517 come è rilevabile dal grafico posto nella parete ovest del campanile ed è stata rimaneggiata nel secolo settimo e ottavo. È a tre navate con quella centrale coperta a botte e le laterali coperte a volte a crociera. Il transetto ha una cappella a sinistra con il coro detto la cappella del Santissimo Sacramento. All'interno, subito sopra il portone centrale, c'è la cantoria con un organo "Catarinozzi" in legno del secolo diciassettesimo, restaurato nel 2003. In una nicchia è conservata la statua di S. Barbato ( scultura pregevole restaurata nel 1995 firmata Lucas Coriinis 1712, che viene portata in processione per le strade del paese il 19 febbraio di ogni anno, in occasione della festa patronale. Quello stesso giorno, nella piazza antistante la chiesa, si rinnova, un'antica tradizione: " tira-figura " durante la quale diverse persone disposte in cerchio sfilano, una alla volta, da una particolare composizione su lunghi stecchini di legno, i fichi secchi. A chi spetta l'ultimo dovrà come pegno, pagare il giro. Oltre la festa patronale, il 13 giugno nella località di Monforte si festeggia Sant'Antonio da Padova. Il 29 luglio nella località di Montattico si celebrare la festa della Penitenza. La domenica che segue l'assunta, sempre nella località di Montattico si festeggia la Madonna della Pace. La domenica più vicino al 28 agosto nella frazione della Macchia si festeggia Sant'Agostino. La seconda domenica di settembre al centro si festeggia l'Immacolata. L'otto settembre nella località di Montattico si festeggia la Madonna della Libera.

Don Emanuele

ORARIO DELLE MESSE

CASALATTICO

MONTATTICO

MONFORTE

MACCHIA

FERIALE/INVERNALE

17,00

 

17,00 (SABATO)

 

FERIALE/ESTIVO

18,00

 

18,00 (SABATO)

 

DOMENICALE

11,00

09,00

 

10,00