La storia di Casalattico

In epoca romana Casalattico, inteso come l’attuale territorio comunale, ancora non esisteva, ma sicuramente era zona frequentata dall’impero. Questo lo dimostrano alcuni esempi quali il ponte e la strada romana che collega l’attuale Casalattico con l’altro versante del fiume Melfa ed i resti di un edifici sacro raccolti nel sito archeologico di San Nazario,  località ubicata lungo il fiume Melfa, punto nodale di collegamento tra le aree montane e il fondovalle, connotato fin dalle epoche più antiche  da piste di transumanza, e in età romana dalla viabilità che gravitava intorno al Ponte del Corno, importante attraversamento fluviale della zona, il cui nome deriva dall’accentuata curvatura (linea cornualis) della strada proveniente da settentrione. Da qui una via conduceva verso est alla città di Atina, verso ovest ad un villaggio (pagus) presso Monforte (Mortale) e ad un tempio di Bacco (nel luogo della Chiesa di S. Maria della Pace a Montattico). Lungo questa viabilità, a partire dall’età tardo-repubblicana, sorsero monumenti funerari di tipologia e dimensioni diverse (altari funerari, sepolcri a torre, a tempietto o a dado con fregio dorico), testimoniati in tutta la valle da numerosi elementi architettonici in pietra calcarea. Nel sito è stata rinvenuta un’iscrizione sacra, oggi scomparsa, relativa ad un sacello, probabilmente un compitum (tempietto posto ad un incrocio), dove si trovava un altare agli dei Lari dedicato da un certo Lucio Postumio Suro. All’inizio del Medioevo nell’area venne fondata una cella monastica dipendente dall’Abazia di Montecassino. A questo insediamento sono riconducibili, pur nelle ricostruzioni e modifiche apportate attraverso i secoli,  la chiesa di San Nazario e i vicini  resti del monastero benedettino e del mulino presso il fiume. Sulla strada che conduceva a Monforte e Montattico la “pietra scritta”, un'epigrafe romana che parla della realizzazione di una strada per volontà della famiglia di Pomponio. Durante l’impero Romano il territorio dell’attuale Casalattico fu affidato nel I sec. a.C. a Tito Pomponio Attico (109 a.C. – 32 a.C.) illustre finanziere e grande amico di Cicerone. Ed è proprio questo personaggio che darà il nome a Monte Attico e Casale Attici, trasformati poi in Montattico e Casalattico. Questi realizzò una delle sue tante dimore a Montattico, posto ideale per tenere sotto controllo eventuali visite indesiderate, ovvero per sfuggire a qualche nemico di Roma. A dimostrazione di ciò vi sono alcune tracce abitative presso i resti della torre di avvistamento medioevale proprio a Montattico. L'epigrafe, scolpita su una roccia, parla di una strada realizzata da Caio Pomponio Tigrano, liberto di Caio Pomponio che fece costruire a sue spese una strada rotabile che collegava la piana di Atina con il Monte Attico. 

Sul finire del primo millennio le scorrerie dei Visogoti, dei Longobardi, dei Saraceni e degli Ungari avevano reso difficile la permanenza nelle pianure, nelle quali in precedenza erano sorti numerosi insediamenti. L’arrivo dei barbari portò devastazione e distruzione ovunque, e Montattico probabilmente seguì ancora una volta le sorti di Atina. In questo periodo incontriamo l’insediamento Benedettino di Pesco Mascolino alle falde del Monte Attico in località Plauto sulla riva sinistra del fiume Melfa. Ben presto però verrà abbandonato per far spazio a quello che diventerà uno dei più importanti monasteri Benedettini della Valle di Comino: San Nazario. Sorgerà sulle rovine di un tempio o più semplicemente di una tomba romana,ed era sito sulla riva inistra del fiume Melfa nell’attuale ed omonima contrada. Non vi è data certa della sua costruzione ma sicuramente risale a prima dell’anno 1000 e molto probabilmente anch’esso fu distrutto dalla furia dei Saraceni prima e degli Ungari dopo ma la sua ricostruzione non tardò.

Per comprendere meglio la reale situazione feudale della zona, è da tenere in considerazione che da questo momento in poi nella Valle di Comino avrebbero governato contemporaneamente ed alternandosi, i Principi di Capua, i Conti De Marsi (della Marsica), gli abati di Montecassino e la chiesa, i Conti D’Aquino, i Boncompagni. ect. Intorno all’anno mille, durante il dominio dei conti De Marsi ed a seguito di una politica di fortificazione dei villaggi, fu costruita a Montattico sulle rovine del rifugio di Tito Pomponio Attico, una torre di avvistamento che doveva essere sentinella su tutta la valle. Attorno ad essa sorgerà il villaggio che oggi conosciamo come Montattico. Nel frattempo i Principi di Capua Pandolfo IV ePandolfo V, confermarono l’appartenenza delle terre di San Nazario ai Benedettini di Montecassino, autorizzandoli alla costruzione di un mulino sul fiume Melfa, con le paratie e gli edifici necessari (mulino ancora oggi integro e diventato un museo).

Il 9 settembre del 1349 un violento terremoto devastò l’intera valle. Sempre in questo particolare periodo anche nell’attuale Casalattico furono costruite torri di avvistamento e muri di fortificazione, oggi ormai assorbiti dalle costruzioni delle case. Infatt iritroviamo la torre del campanile al centro del paese ed i resti di una torre dimezzata sul versante che guarda a Casalvieri. A conclusione dell’opera di fortificazione ed incastellamento la valle di Comino acquistò maggiore serenità e sicurezza difensiva. Tutto il territorio si rivitalizzò attraverso una grande fioritura delle attività agricole. La Chiesa rafforzò la sua presenza e incrementò i domini terrieri con le numerose donazioni di nobili e privati.

Agli inizi del 1600 il monastero di San Nazario era ormai in completo abbandono e col tempo verrà demolito probabilmente dagli abitanti del luogo che lo utilizzeranno per la costruzione di nuove case. Nel 1806 viene abolito il feudalesimo e di conseguenza tutti i vari passaggi per il potere sulle nostre terre tra gli svariati Conti, Principi, Abati di Montecassino e la Chiesa di Roma. Nasce il periodo del brigantaggio. Un’altra pagina nera nella storia dei nostri antenati, che vide protagoniste le nostre montagne come terre di passaggio e saccheggio. Nel 1915 scoppia la prima guerra mondiale. Nel 1926 Casalattico diventerà comune passando dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone. Scoppia la seconda guerra mondiale e Casalattico sul finire del conflitto, si ritroverà in una posizione centrale, tratedeschi ed alleati divisi dalla tragica linea Gustav. L’assedio dei tedeschi fu pressante ma nello stesso tempo non si registrarono fatti notevolmente criminosi. Tutte le contrade furono fatte sfollare nei paesi limitrofi (Casalvieri, etc.)ad eccezione di Mortale (l’attuale Monforte) dove quasi tutta la comunità il 5 marzo del 1944 verrà deportata nel campo di concentramento di Cesano. Questa lunga guerra porterà ad una situazione di disperazione e di povertà mai vista prima e farà contare centinai tra morti e disperi. Conseguenza che qualsiasi guerra piccola o grandeporta con sé. Il già avviato fenomeno dell’emigrazione assumerà proporzioni sempre maggiori fino a diventare di massa. Lascerà Casalattico oltre il 70% dell’intera popolazione emigrando principalmente in Inghilterra, Irlanda, Francia, Germania e America Latina. Questo fenomeno di massa continuerà fino alla fine degli anni settanta, non arrestandosi del tutto.